L’altra metà di Dio, edito da Feltrinelli, è l’ultimo saggio di Ginevra Bompiani, grande signora  della letteratura e dell’editoria italiana, che nella sua lunga vita ha affiancato al lavoro di scrittrice, traduttrice, saggista e docente universitaria, quello di editrice, collaborando da giovane col padre Valentino, per il quale ideò e curò Il Pesanervi, la prima collana di letteratura fantastica italiana, ma soprattutto fondando nel 2002, insieme a Roberta Einaudi, la casa editrice Nottetempo. L’altra metà di Dio è un fantasmagorico viaggio in quel deposito vivo che è il nostro immaginario, dentro il magico silenzio acceso di suoni e colori della mitologia e le viscere delle sue storie, rivisitate con contagioso gusto della scoperta e primigenio stupore; tante piccole/grandi storie, pagina dopo pagina capaci di far affiorare in superficie i propri recessi segreti, rivelatori di un mondo sconosciuto, vasto, splendido e mite. Si tratta di un’opera semplice e al contempo complessa: semplice se la si approccia abbandonandosi al piacere del “folle volo” di dantesca memoria che ne è la trama pulsante, complessa nel caso se ne voglia cogliere appieno il significato profondo, che è in ultima analisi quello di aprire a una possibile rifondazione del nostro mondo divisivo, improntato alla violenza maschile e alla guerra dei sessi. È infatti ripercorrendo il passato sino alle origini della nostra civiltà e aprendoci alla possibilità che “un altro mondo sia già stato, che lo abbiamo dimenticato, che abbiamo letto male le nostre storie, che qualcuna di esse ce la possiamo raccontare di nuovo”, che possiamo rileggere il presente per scoprire un femminile che non abbiamo mai visto e cercare di costruire un futuro di ritrovata armonia, pacifico e reciprocamente accogliente per le donne e per gli uomini.

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