Con I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991 edito da Utet, Paolo Nori ci regala un altro saggio sui generis, improntato a quella sua così personale cifra narrativa, eternamente in bilico tra serio e faceto, che sa far riflettere e dispensare cultura senza mai diventare pesante o pedante. Infatti il marchio di fabbrica dell’autore parmigiano, che è rimasto sempre fedele a se stesso, malgrado abbia affinato nel tempo la sua scrittura, è una malinconica e insieme ironica leggerezza, parente molto prossima di quell’umorismo tragico che è il cuore pulsante della grande Anima russa.

Da coinvolgente ma insieme umile affabulatore qual è, con I russi sono matti. “Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991”, Nori sembra porsi l’intento di avvicinare anche i profani alla “vera”  letteratura russa, secondo lui racchiusa tra le due date del titolo.

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