I pionieri è il primo romanzo di Luca Scivoletto, regista e sceneggiatore siciliano. Con ritmo incalzante e stile di esemplare fluidità, permeato di freschezza e a tratti irresistibile humour, si dipana la storia di Enrico Belfiore, studente di I media nella Sicilia di fine anni ’80, figlio di una coppia dedita alla causa comunista. Un viaggio di formazione che si snoda tra genitori affettuosi che vivono all’insegna del “noi contro tutti”,  comizi del Pci e umilianti  sfottò collettivi, amici che vivono di sola politica e sorelle maggiori che incitano alla ribellione, canzoni comuniste condite in salsa latino-americana e fughe all’insegna della libertà. Un’atmosfera che ricorda il trascinante brio e l’antagonismo politico, senza esclusione di colpi ma reciprocamente rispettoso, della saga di Peppone/ Don Camillo. Mentre però, nell’Emilia guareschiana degli anni ’40, il paese dei protagonisti era diviso in due schieramenti di forza  più o meno equivalente, nell’“ ultimo angolo meridionale della Sicilia” scivolettiana di 40 anni dopo il rapporto è impari, e la  vita dello sparuto gruppo di comunisti è ben più problematica rispetto a quella di Peppone e dei suoi.

I pionieri è una trascinante storia di costruzione della propria identità, individuale e sociale, tramite l’apprendimento della capacità di conciliare, oltre i confini di una politica che per il protagonista è come un virus latente, personali sogni/attitudini coi bisogni/aspettative altrui.  

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