La ragazza d’autunno, premiata a Cannes e al Torino film festival, nonché vincitrice del Premio della Critica Internazionale, è una pellicola del trentenne regista/sceneggiatore russo Kantemir Balagov. Si tratta di un film liberamente  ispirato a “La guerra non ha un volto di donna” di Svjatlana Aleksievič, straziante saggio che cerca di ricostruire, attraverso un’imponente mole di conversazioni e interviste, il volto della guerra al femminile, che ”ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Sia il film che il libro sono ambientati nel periodo immediatamente successivo alla seconda Guerra Mondiale e, in particolare, all’assedio di Leningrado, la cui liberazione permette a Iya e Maša, le due giovani amiche protagoniste, d’incontrarsi nuovamente, dopo un periodo di separazione, durante il quale Maša, impegnata al fronte in operazioni di conforto morale/materiale dei soldati, ha affidato suo figlio, il piccolo Paška, alle cure dell’amica.

La ragazza d’autunno è un film/parabola sulla fatica individuale e collettiva del ricostruirsi dopo gli orrori della guerra ed è contemporaneamente una straordinaria storia d’amore, per Iya dolorosamente viscerale e totalizzante.

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