Tra i colori della Palestina e le magiche luci dei camini delle fate si snodano i Sassi di Matera, tra i quali è nato il primo Festival internazionale interamente dedicato alla letteratura femminile, il WFF, women’s fiction festival che ha avuto un ruolo centrale nella sua rinascita, contribuendo a farle meritare il titolo di capitale europea della cultura 2019, in aggiunta al preesistente
patrimonio mondiale dell’umanità . Pur avendo potuto viaggiare molto meno di quanto mi sarebbe piaciuto, nella mia vita ho avuto modo di visitare tanti bei luoghi e altrettante splendide chiese, ma Matera, coi suoi sassi e le sue chiese rupestri, ha un quid che la rende unica. L’incanto della città dei Sassi, oggi simbolo del riscatto del Sud, nasce dall’incontro di diverse magie destinate a esaltarsi l’un l’altra, quella di un semprevivo passato e di un presente spalancato sul futuro, di un antico splendore materiale e di una bellezza emanata, oltre che da una vivacità culturale assolutamente imprevedibile sino agli anni ’60 e a cui il WFF ha dato come accennato sopra un significativo impulso, da un senso di trascendenza in virtù del quale chi s’inerpica tra i Sassi o lungo gli itinerari che portano alle chiese rupestri ha la struggente sensazione di vivere in una dimensione ”altra”, quasi metafisica. Sensazione che si avverte in modo particolare nel raggiungere Santa Maria De Idris, scolpita nella parte più alta dello sperone Monterrone, immagine senza tempo non di semplice religiosità ma di una spiritualità capace di permeare di sé il mondo circostante.

Dall’alto della rupe del Monterrone il panorama è mozzafiato e ci si sente vicini, se si è credenti a Dio, se non lo si è, alla bellezza motore del mondo

Dal “Medioevo” degli anni ’60 al ruolo del WFF nella rinascita di Matera

Il womem’s fiction festival: storia di una piccola/grande rivincita femminile, perché niente può fermare le donne che sognano, immaginano, creano

Come ci ha raccontato la strepitosa guida che ha accompagnato me e altri turisti curiosi a visitare, insieme al Sasso Caveoso e al Barisano, l’interno di una casa/caverna, negli anni ’60 i materesi erano ancora gente poverissima e perlopiù analfabeta, ma con un forte senso di condivisione e solidarietà. Famiglie allargate, spesso composte da coppie vecchie e giovani corredate da uno sterminato stuolo di figli, vivevano del tutto all’oscuro del boom economico, in condizioni igieniche del tutto precarie, tra rivoli d’acqua piovana incanalata per le necessità domestiche che scorrevano nelle vicinanze del letto, promiscuità con asini, capre e altri animali e rudimentali bacili per i bisogni corporali.   E se Matera ha potuto rinascere culturalmente, ciò è avvenuto anche grazie alla grande qualità/attrattività di quel women’s fiction festival o festival internazionale della letteratura femminile, che nel 2019 celebra la sua quindicesima edizione e che ha già richiamato nella città dei Sassi moltissimi visitatori, ospitando e  premiando anche autrici di fama mondiale come Clara Sanchez, ma anche alla sua formula organizzativa, estremamente innovativa e funzionale alle esigenze di tutti gli attori della filiera editoriale. Il women’s fiction festival infatti, oltre ad essere una preziosa finestra sulla narrativa al femminile e sullo stato attuale/prospettive future del mercato editoriale italiano e internazionale, al proprio interno ha una sezione-ponte tra chi scrive e chi legge, la Borsa del Libro. La Borsa garantisce agli scrittori, sia già affermati che esordienti, l’ascolto in tempo reale (pitching) dei progetti relativi ai propri inediti da parte di editor/agenti letterari precedentemente opzionati tra quelli presenti al festival, e al contempo la possibilità di prenotare una consulenza professionale in merito personalizzata (Ask a Pro). Il WFF è ideato, promosso e organizzato dall’ente senza fini di lucro “Associazione Matera Letteratura”, che annovera tra le fondatrici Giuditta Casale, ideatrice del blog Giuditta legge, e ha come vicepresidente Maria Paola Romeo, socia dell’agenzia letteraria milanese Grandi & Associati e direttrice editoriale di Emma Books, a sua volta innovativa casa editrice digitale dedicata alla narrativa femminile.

Dalla Matera di Carlo Levi a quella di oggi.

Cosa avrebbe pensato l’autore di Cristo si è fermato ad Eboli della Matera patrimonio dell’Umanità e capitale europea della cultura 2019?


È difficile immaginare miglior scenario, per ospitare la prima celebrazione a tutto campo della creatività femminile, di una delle più antiche città del mondo, il cui atavico legame con la terra è simboleggiato dallo stesso fascinoso nome. Ancora più difficile è non pensare a Carlo Levi e non chiedersi cosa avrebbe pensato dei manifesti che incoronano Matera patrimonio dell’ Umanità e capitale culturale europea, oltre che della creatività femminile tramite il WFF, lui che nel suo celeberrimo Cristo si è fermato a Eboli aveva descritto gli oscuri rituali, le credenze superstiziose e la quotidiana lotta per sopravvivere di un mondo rimasto ai confini della civiltà, con un rispetto intriso di tristezza e affettuosa partecipazione. Ne sarebbe molto probabilmente rimasto stupefatto quanto felice, ed è bello immaginare gli splendidi quadri che avrebbe concepito per immortalare la “magia” del risveglio della città dei sassi, simbolo del riscatto meridionale,  un riscatto che trova il suo principale motore nella creatività femminile.