L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, scritto da Margherita Lollini con una prosa dalla genuina grazia intrisa di poesia, e illustrato dagli struggenti acquarelli di Daniela Carpano, è il secondo volume della collana edita da Fernandel Quaderni dell’appennino. Si tratta di una raccolta di 9 racconti che ricostruiscono altrettante piccole/grandi storie tra tutte quelle di cui è intessuta la Storia, nello specifico quella che nel secolo scorso ha interessato la dorsale dell’Appennino che solca l’Italia da Massa a Rimini, nota come Linea Gotica, teatro di atrocità e sanguinosi scontri tra nazifascisti, forze alleate e partigiani.

LA PREFAZIONE STORICA

La raccolta è preceduta da un’interessante prefazione di Michele Serafini, in cui sono rievocati i più sanguinosi eccidi avvenuti lungo la predetta dorsale dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43, i più noti dei quali sono quello di Marzabotto –  un’atroce sequenza di violenze perpetrate in più giorni, dal 29 settembre al 5 ottobre, e in più località, tra cui la più colpita è stata Montesole – e quello di Sant’Anna di Stazzema, paesi insigniti entrambi della Medaglia d’oro al valor militare. Come ci ricorda Serafini, lo straordinario tributo di sangue pagato dagli abitanti della Linea Gotica dipese dalla sua conformazione orografica, grazie alla quale
le truppe naziste la scelsero come roccaforte in funzione di contenimento dell’avanzata anglo-americana; una barriera difensiva che solo dopo molte battaglie iniziò a disgregarsi, sino al suo definitivo smantellamento, nella primavera del ’45.

L’UCCELLO CHE ATTRAVERSO’ IL TEMPO E RITORNO

Il primo racconto di L’APPENNINO FERITO.VITE, VOLTI E STORIE (L’uccello che attraversò il tempo), è un originale fantasy che rievoca l’eccidio di Marzabotto, visto attraverso gli occhi ingenui di un corvo che, dopo aver assistito impotente alla strage, rettifica il proprio giudizio sulla razza umana come “forma di vita ben organizzata” e comprende il privilegio di essere un predatore anziché una preda. Nella seconda storia, intrisa di poesia e pennellate di realismo magico (Ritorno), una madre barbaramente uccisa, ma che ogni anno ritorna dall’aldilà a trovare il proprio figlio, gli restituisce l’inseparabile compagno di giochi dell’infanzia: un gatto col quale il figlio-bambino aveva condiviso il rifugio che aveva permesso loro di salvarsi dalla furia nazista.

GLI ALTRI RACCONTI

In un continuo scambio di assi temporali e passaggi dalla realtà al sogno , sino a entrare talvolta in dimensioni magico/miracolistiche, si snodano le vicende degli altri 7 racconti. Vicende intrise di tenerezza malinconica, tra gioiose quanto irreali feste di matrimonio (Dentro casa), spensierate giornate tra amici scolpite per sempre nella memoria dei sopravvissuti (Una bellissima giornata), misteriose “Signore dei fiori” i cui segreti vengono scoperti da ragazzi curiosi (Fiori), bambini cui capita di vedere conoscenti costretti a scavarsi le fosse in cui saranno sepolti (I papaveri), frati che non riescono a liberarsi dai sensi  di colpa per essersi salvati senza aver potuto salvare gli altri (Una passeggiata), scene d’amore e morte che si ripetono all’infinito davanti a sbigottiti spettatori (I due innamorati del bosco), bambine disobbedienti che, varcando una porta proibita, scoprono terribili segreti sulle proprie origini (Dietro la porta).

IL FILO CONDUTTORE

A unire tra loro le storie de’ L’APPENNINO FERITO.VITE, VOLTI E STORIE, è la volontà di raccontare la guerra non combattuta sui campi di battaglia, ma nei riflessi intimi e privati che ha avuto sui civili che abitavano lungo la Linea Gotica, la vita di moltissimi dei quali ne è stata irreparabilmente sconvolta. Ciononostante nelle parole della Lollini o nelle immagini della Carpano non ci sono morte e desolazione, né tantomeno rancore e ansia di vendetta; al contrario grondano stupore per un’efferatezza che contraddice l’essenza stessa dell’umanità e, insieme a una pietas crepuscolare e struggente, un profondo Amore per la vita. Perché la vita, suggeriscono Carpano e Lollini, è più forte della morte, degli orrori delle guerre e della follia di uomini che hanno dimenticato di essere tali.

L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, di Margherita Lollini e Daniela Carpano: uno struggente mosaico di frammenti di vite devastate dalla barbarie nazifascista lungo la Linea Gotica, che aiuta a tenere viva la memoria di ciò che non si può e non si deve dimenticare.