Sole acceso a Manarola”, tecnica mista su carta, cm. 21 x 10, 1994

    Dalla prima all’ultima di queste mie stupende Cinque Terre, si va in ferrovia attraverso un emozionante percorso di imprevedibili opposti. La linea che collega tra loro le cinque perle del mio golfo è la più strana e incredibile che  possa immaginare chi è abituato a tante altre ferrovie: così normali e simili tra loro, a volte noiose, monotone e quasi tutte grigie. Un’altalena di sensazioni contrastanti e di impressioni colorate accoglie invece, specialmente in estate, i turisti che vi si avventurano per visitare il “ Golfo dei poeti ” o chi percorre di passaggio questo stupefacente pezzetto di Liguria. E la memoria dell’infanzia mi riporta alla mente, avventuroso e nitido, quel breve viaggio, come fosse ora …

LA MEMORIA DELL’INFANZIA

Ricordo il mio paese”, pittura acrilica su ovatta di cellulosa, cm. 70 x 50, 2001
 

    Su  di un rugginoso e sferragliante vagone, in cui certe volte si spegnevano le luci, gli occhi e le orecchie riuscivano a malapena ad abituarsi alla stretta e buia galleria appena imboccata, quasi una primitiva misteriosa caverna da cui non vedevo l’ora di uscire, ed ecco … Un’improvvisa esplosione d’azzurro, di sole, di cielo, di luce, di mare, mi riportava subito dopo alla realtà di una microscopica, ma incredibile stazione: sontuosi rami di bouganville accese di viola  si arrampicavano su possenti muraglioni di pietre grigie verso nord, mentre guardando a sud il mare era così vicino che nei giorni di mareggiate furiose e di libeccio, dal finestrino aperto arrivavano sul viso spruzzi nebulizzati profumati di sale. Il blu oltremare mi appariva profondo e immenso, bordato dalla schiuma bianca tra gli scogli a picco, e all’istante lo sbattere delle porte dopo il fischio del capostazione, col sottofondo del frangersi ritmico delle onde, e di nuovo mi ritrovavo i sensi annientati nel buco nero della successiva galleria …

CINQUE BUCHI NERI E CINQUE ESPLOSIONI

Esplosione di una Stella, (particolare da “La stella dei giusti splende radiosa, la stella dei malvagi tramonta e declina”), pittura acrilica su tela, cm. 200 x 180, 2001

Anche adesso, al ripartire del treno, se qualcuno scorda di chiudere presto i finestrini, per qualche secondo le rotaie assordanti entrano così prepotentemente nella testa da impedire il pensiero di una cosa qualsiasi, si ha solo paura che quello spazio buio, freddo, umido possa non finire più, o che il treno si possa guastare prima di avere raggiunto l’uscita … E invece, poco dopo, esplodono nuovamente i colori, le onde e il profumo, e lontano le vele candide segnano l’orizzonte, mentre i gabbiani in festa tracciano la loro via nel cielo chiaro, o turchese o cobalto, secondo l’ora del giorno. Ad eccezione di qualche interruzione del buio, per la luce che entra dalle poche feritoie nella roccia, si arriva a Monterosso dopo cinque buchi neri e cinque esplosioni; per cinque volte sensazioni opposte di disagio e stupore, d’inquietudine e di sorpresa. Cinque terre come giocattoli, poco più grandi di un plastico … un’autentica meraviglia, per chi è abituato a metropoli immense, maleodoranti, nebbiose. Chiacchierando tra loro, pendolari stressati neanche guardano fuori, o leggono un giornale finché scendono. Controllori severi, ormai assuefatti al loro lavoro, non ci badano, devono chiedere i biglietti ai viaggiatori distratti …

LA GIOIA DELL’INNOCENZA


Fiori in galleria” tecnica mista su carta, cm.8  x14 circa, 2008

Solo i bambini possono apprezzare le Cinque Terre in treno, perché le gustano coi cinque sensi: vogliono il privilegio di sedere vicino al finestrino, gioiosi come per un posto a teatro in prima fila e, succhiando lecca-lecca e liquirizie, le mani appiccicose calamitate al vetro, attenti ad ogni rumore e con gli occhi spalancati, sostano in ogni stazione come in un sogno; poi premono forte le mani sulle orecchie chiedendo all’adulto più vicino: – Ma quando finisce questa galleria? – E nella stazione seguente si arrampicano un po’ più su, reggendosi alle maniglie, sporgendo fuori la testa per sentire sul naso e sui capelli la brezza frizzantina e ascoltare un’altra volta la canzone della spuma che ride sugli scogli. Così era per me, da piccola, anche se il piacevole viaggio aveva l’amarezza di concludersi poi, più avanti, in momenti di così grande pena che neanche lo spettacolo di mille stazioni davanti al mare avrebbe potuto consolarmi (i miei genitori molto spesso mi accompagnavano in treno all’ospedale a Genova, o a Savona, dove sarei rimasta senza loro anche per lunghi periodi). L’urlo soffocato della mia paura interiore era come l’incubo di una galleria senza uscita, più buia del buio più nero.

LE CINQUE TERRE METAFORA DELLA VITA


Filamenti di luce nel buio”, tecnica mista su cartone telato, cm. 18 x 13, 2015

A questo punto della mia gita in queste Terre forse potrei essere arrivata soltanto a Corniglia, a metà strada … o forse potrei trovarmi già a Monterosso, l’ultima terra … Chi può saperlo? Se potessi scegliere vorrei essere ancora a Riomaggiore, la prima … ma è certo che non sarà dato a me decidere il momento di scendere … Il prezzo del biglietto corrisponde alla mia fatica, alle lotte quotidiane, agli errori rimasti senza perdono (un prezzo pagato, a volte, con il supplemento dell’incomprensione e dell’isolamento). Debole, stanca e disarmata, offesa, tradita, straziata … spesso ho dovuto strappare con le ultime forze, le lacrime e la rabbia il diritto di un posto a sedere. Non porto con me nient’ altro che un  bagaglio invisibile fatto di fede, di amore, di fantasia, di volontà; le amicizie e gli affetti più cari li tengo in un portagioie, come fossero quelle conchiglie che raccoglievo sulla battigia da bambina, preziosi ricordi di questo mare vivo e onnipresente nei miei sogni, anche quando me ne allontano.  Da tanto tempo ormai viaggio su questo treno e oggi ringrazio chi mi ha fatto salire.

Aurora Natale, La Spezia

(Dedico questo ricordo ai miei genitori, sempre presenti in ogni tempo e in ogni luogo della mia mente)

Aurora Natale è una pittrice spezzina con diverse mostre e riconoscimenti al suo attivo, nonché autrice di racconti, poesie e un romanzo,
“La beatitudine delle lucertole”.  Le immagini inserite nel racconto sono riproduzioni di suoi dipinti.