La verità a pagina 31 è un romanzo scritto da Paolo Cioni e pubblicato da Elliot editore nel settembre di quest’anno.       

Basato su un intreccio capace di risolversi, malgrado la molteplicità dei piani di svolgimento, in un meccanismo narrativo perfettamente equilibrato, e stilisticamente capace di coniugare pulsioni innovative con una compostezza formale di classica eleganzaLa verità a pagina 31 ha la tensione emotiva di un thriller psicologico che incalza il lettore, obbligandolo a leggere una pagina dietro l’altra. Con fluida limpidezza l’autore ci racconta una storia in cui non si può fare a meno di perdersi e ritrovarsi, perché sa entrare in profonda empatia con chi legge, e non semplice empatia cognitiva, che porta a comprendere le emozioni dei personaggi, ma affettiva, in quanto più si procede nella lettura più si arriva a condividerle, sentendole come se ci appartenessero. Una storia fatta di voli fantastici e brutali cadute, sogni condivisi e solitarie delusioni, ma anche amori che si credevano persi e magici ritrovamenti, nonché amicizie che, dopo anni di stand by, riemergono più forti e vitali di prima.

“Più che un romanzo è un dono: un romanzo e uno scrittore che si mettono a nudo, in un corpo a corpo con la scrittura, senza per questo cadere in un esibizionismo borghese”, scrive Gian Paolo Serino in un bell’articolo su Satisfiction. Verissimo, non a caso la cifra stilistica che contraddistingue La verità a pagina 31 è un’armoniosa misura che, lungi dall’apparire freddezza o distacco, crea un forte senso d’identificazione coi personaggi. Perché i sentimenti veri sono per loro natura ritrosi e rendono timidi chi ha la fortuna di provarli, ci ricorda Cioni. E, come dimostra in modo esemplare la parabola umana del lungimirante visionario Raimondo, la loro forza non sta in una poco realistica perfezione, ma piuttosto nella generosità con cui se ne sanno vivere anche le fragilità e le più che imperfette contraddizioni.

LA TRAMA

Tra telefonate dopo le quali nulla è destinato a restare come prima, misteriosi libri/vita le cui pagine racchiudono segreti capaci di modificare il corso di un’esistenza, malandati uomini/angeli – “il massimo che possiamo permetterci in questa vita terrena”- inadeguati a gestire la propria vita eppure capaci di aiutare gli altri a dare un senso alla propria, si dipana la storia del libraio trentenne Ennio Fortis. Una storia attraversata dal filo rosso della memoria che, ritornando ai vent’anni e al Collettivo artistico dai tanti progetti “sparati verso l’universo” come missili – tutti però, almeno apparentemente, condannati a implodere, a iniziare da quello forse più ambizioso, il documentario di un viaggio lungo la via Emilia, da Fidenza fino a Rimini e al mare – messo in piedi con un gruppo di amici lungo la via Emilia, permette al protagonista di riprendere vecchi discorsi rimasti aperti, e portare a compimento ciò che i casi della vita non gli avevano permesso di concludere, si tratti di rapporti affettivi o di progetti lavorativi. Un percorso umano che, restituendo Ennio Fortis alla vitalità di un passato recante in sé i germi del futuro, gli offre l’opportunità di aprirsi a una nuova consapevolezza di sé e delle proprie prospettive di vita.  Il tutto nel contesto di una Parma avvolta di nebbia e mistero, in cui solo raramente i sentimenti trovano la via per uscire all’esterno, raggiungendo la soglia della piena coscienza propria e altrui. Ciononostante Amore e Amicizia riescono, sia pure per dolorose vie traverse, a superare le barriere delle convenzioni sociali e persino quelle imposte dal tempo, per compiere, solo apparentemente per caso come svela il finale, la propria funzione salvifica.

I PERSONAGGI

Il protagonista Ennio è un malinconico ma a suo modo coraggioso e vitale (anti)eroe,  che riesce a riscuotersi dalla sua passività “quietamente disperata” per cercare di coronare i sogni giovanili col tempo accantonati. Fondamentale coprotagonista è il caotico e inarrestabile amico ritrovato Raimondo, dai sogni “così grandiosi, splendenti e colorati da intenerire anche a tanti anni di distanza”,  una figura molto ben descritta nella sua vulcanica personalità:

Arruffato e pieno di confuse certezze, parlava e parlava, mischiando Zavattini e Antonioni e Paul Strand con le tecniche del tiro con l’arco e con le poesie prese da Ossi di seppia”.

La sempre presente anche quando è assente Adele, moglie separata di Raimondo e vecchia amica del gruppo, intelligente e comprensiva verso l’ “ostinata mancanza di concretezza” del marito,  è il deus ex machina del romanzo, strumento affinché Ennio acquisti piena consapevolezza di sé e diventi capace di svegliarsi dal suo torpore, riprendendo in mano le redini della propria vita.

Sullo sfondo personaggi di contorno non meno efficacemente delineati, a partire dalla collega libraia Emma e dal prete graffitaro Don Claudio sino all’intensa figura paterna. Un padre brusco e spigoloso, con cui non è facile entrare in relazione, ma che, al momento del bisogno, c’è, e trasmette l’ottimistico messaggio secondo cui “tutto si può aggiustare”.

L’AUTORE

Di formazione architetto e designer, oltre che scrittore di raffinato talento Paolo Cioni è editore – ha fondato e dirige Mattioli 1885 – giornalista – oggi caporedattore di «Satisfiction» e a suo tempo ideatore della rivista «Experience 1885», che vantava collaboratori del calibro di Joe Lansdale, James Sallis e Brian Eno – nonché traduttore di scrittori di lingua anglo-americana quali Aldous Huxley e Charles Webb.

Accostato dalla critica a mostri sacri della letteratura americana come  Saul Bellow o Mark Twain, ma anche a Mailer, cantore di una società lacerata dal conflitto tra utopici miti individualistici e arroganza del potere, Cioni è stato definito da Gian Paolo Serino il “Dave Eggers italiano”.

TEMI E STILE


Una pagina, poi un’altra, poi ancora una. La verità, la poesia, il tuo nome e perfino il tuo destino potrebbero essere in quella su cui ancora non hai posato gli occhi.

In La verità a pagina 31 il presente si alterna armonicamente al passato, perché il tempo è:

davvero una cosa strana, un groviglio inestricabile di presente passato e futuro, non necessariamente sistemati nell’ordine che diamo per scontato.”

E proprio da una crepa, aperta come per incanto nello scorrere senza fine del tempo, emerge l’intramontabile bellezza del sogno che, nella Parma dei primi anni ’90, tramite il Collettivo accomuna Ennio e i suoi amici, il sogno della fantasia al potere e della possibilità di realizzare le proprie autentiche aspirazioni.

Il romanzo di Cioni è non a caso pervaso da una grazia nostalgica intrisa di poetica malinconia e del senso struggente delle occasioni perdute. Ed è permeato da un pudore dei sentimenti che ha il sapore d’altri tempi, una sorta di ritrosia emotiva che fa sì che le vere emozioni non siano mai esibite ma piuttosto evocate, suggerite da uno sguardo, da un silenzio o magari da un sorriso, capace di celebrare tanto una disfatta quanto una gioia, come quella di un’illuminazione che sa trasformare in epifanica presenza un’intollerabile assenza.

Come dimostra la capacità di Ennio di recuperare i sogni giovanili che credeva infranti, La verità a pagina 31 è intessuto di un’ansia vitale che obbliga il protagonista a non fermarsi all’esistente, perché – ci ricorda Cioni – “la vita e la morte ci sorprendono sempre”, e l’unico modo per affrontare quel complesso meccanismo “di ruote dentate, puleggie, affannosi tentativi e meravigliosi fallimenti” che è la prima, evitando il rischio di sprecarla è “non smettere di cercare”. La vita è infatti come un libro che va sfogliato pagina dopo pagina, senza mai cedere alla tentazione di fermarsi alla pagina precedente, perché:

la verità, la poesia, il tuo nome e perfino il tuo destino potrebbero essere in quella su cui ancora non hai posato gli occhi.

LA VERITÀ A PAGINA 31 DI PAOLO CIONI: UNO STRUGGENTE INNO AL POTERE SALVIFICO DEI SOGNI, ALLA SEGRETA BELLEZZA DELLA VITA E AI TESORI CHE POSSONO NASCONDERSI IN QUELLA, TRA LE SUE PAGINE, SU CUI ANCORA NON ABBIAMO POSATO GLI OCCHI.