IL GOLFO DELLA SPEZIA, ACQUERELLO E PENNINO TECNICO, 1994

Questa distesa di palazzi, disposti a mezzaluna intorno al mare, mi sorprende con i suoi profumi e i suoi colori in ogni angolo … E quando meno me lo aspetto certe voci della natura le posso ascoltare anche qui, tra l’asfalto e il cemento …

Chi lo ha detto che le città emanano soltanto vapori tossici e puzza di smog? E che sono tutte grigie? E che per le strade si ascolta soltanto il rombo di mille motori impazziti?

Nella mia piccola città certe mattine di primavera, quando i campanili rintoccano le prime ore, i giardinieri falciano i tappeti verdi delle aiuole: allora è piacevole uscire presto, per respirare l’odore fresco dell’erba tagliata, insieme al profumo persistente di quei piccoli fiori color panna che esplodono dalle siepi di pittosforo lungo il porticato di via Chiodo.

Ecco la  primavera inaspettata, in pieno centro. Le strade si riempiono di fragranze inebrianti: magnolie, gelsomini, rose…; dai giardini pubblici si sprigionano aspri, dolci o agrumati quei profumi che trasportano la mia mente lontana da questo luogo di appuntamenti, di fretta, di denaro, di affari, di impegni, di stress! E posso tornare con la memoria ai luoghi e ai momenti di un tempo più felice.

COME LE CHIOCCIOLE


ALBERI IN PRIMAVERA, ACQUERELLO, PASTELLO E PENNINO TECNICO, 2008

Di fronte all’hotel più famoso del centro, sotto l’enorme magnolia dalle foglie carnose, filtra poca luce, ma le voci di tanti uccelli festosi che saltellano rapidi tra i rami mi fa pensare all’uscita di scuola di irrefrenabili bambini trattenuti per troppo tempo ai loro banchi …

E in estate, dopo quel temporali intensi e brevi, anch’io esco come una bambina a giocare con le pozzanghere, come le chiocciole escono dalle fessure di un muro bagnato quando è finita la pioggia; di fronte alla Capitaneria mi accoglie un ambiente sereno di natura e di pace: gli aghi di pino ancora fradici della recente pioggia scricchiolano al suolo … il mare mi attira, e mentre la salsedine mi confonde e mi richiama ad una gioiosa passeggiata fino al faro, io, con i capelli indispettiti dal vento, mi rilasso ascoltando la voce delle onde che schiaffeggiano il molo.

ALBERI IN PRIMAVERA

ALBERI IN PRIMAVERA, ACQUERELLO, PASTELLO E PENNINO TECNICO, 2008

Tornando indietro, percorrendo viale Italia, le palme e gli oleandri che fronteggiano il mare, e le aiole variopinte, gli arbusti fioriti, i pini, gli abeti,  mi vengono incontro con tutte le loro gradazioni di colore, e mi accompagnano ai filari dei platani in via Diaz, dove il frinire delle cicale e così forte e ossessivo che devo smettere di pensare; preferisco allora alzare lo sguardo ammirato che può scorrere così sui fusti degli alberi in fila come soldati dalla tuta mimetica; sotto le fronde ricche, alla fine della strada ombrosa, sulla destra mi appare un platano col tronco maculato e dalla forma irregolare che sembra quasi sorridere e mandare baci …

Di lato, nel “boschetto”, fioriere in terracotta e frammenti di colonne annerite dagli anni, così come i busti in marmo che ricordano personaggi storici, mi trasportano improvvisamente in un tempo che gli orologi non possono misurare …; e giungo al centro di una radura che offre spazio ad un piccolo palco per la musica che sembra copiato dai disegni di Peynet.

CULLATA DALLA LUNA …

ALBERI IN PRIMAVERA,
ACQUERELLO, PASTELLO
E PENNINO TECNICO, 2008

Non può mancare un doveroso saluto a Giuseppe Garibaldi, non più “eroe dei due mondi”, ma eroe dimenticato dai mondi diversi di un nuovo millennio: dall’alto del suo monumento di bronzo continua imperterrito, vittorioso e incombente, ad impennare il suo cavallo; e sovrasta, con la spada rivolta al cielo, palme, cedri, magnolie, dracene, peonie, camelie e tutte le altre specie di piante grandi e piccole che ha intorno.

La stupefacente, sontuosa pianta di bouganville di fronte all’Ammiragliato trattiene a lungo i miei occhi calamitati al suo viola brillante, ma poi l’odore invitante che proviene dai panifici e dalle focaccerie copre quello delle piante e della salsedine e mi porta avanti, con l’acquolina in bocca, a comprare per pochi centesimi qualche morso di bontà …

Poi, quando si fa notte, certe sere, davanti al ponte bianco del Porto Mirabello, oltre gli alberi di mille barche, riflessa sull’acqua si alza la luna. È rossa e tonda, sembra che Dio l’abbia disegnata col compasso, sale piano dal basso verso l’immenso sfondo cobalto, schiarendo in arancione, poi giallo sempre più chiaro, fino al bianco lucente; e se ne sta magicamente sospesa nella notte, fissa in quel soffitto stellato ad illuminare il cielo scuro come certi miei pensieri, carichi di dubbi e di perché senza risposta …

Mi culla ogni sera, coi suoi ritmi, da anni, da decenni, da una vita, questa lampada lontana; e la mattina dopo, alta, sbiadita e discreta, si nasconde nuovamente tra le nuvole nel cielo chiaro, cedendo il passo ad un altro giorno di colori, di voci e di profumi della città.

Aurora Natale è una pittrice spezzina con diverse mostre e riconoscimenti al suo attivo, nonché autrice di racconti, poesie e un romanzo,
“La beatitudine delle lucertole”.  Le immagini inserite nel racconto sono riproduzioni di suoi dipinti.