Lezioni di disegno è l’ultimo romanzo pubblicato da Roberta Marasco, traduttrice e amatissima blogger (rosapercaso il blog femminista che parla d’amore) oltre che autrice di Le regole del tè e dell’amore e di opere meno recenti scritte con lo pseudonimo di Mara Roberti. “ Volevo scrivere un romanzo sulla Barcellona del ‘76.-. ha detto l’autrice in un’intervistaMi piaceva l’idea perché è l’anno del cambiamento (si tratta dell’anno successivo alla morte di Franco). Una vivida città agli albori dello smantellamento dei postumi della sanguinaria dittatura, ricostruita dall’autrice con rigore documentaristico. Una città colta nell’autenticità dei suoi piccoli negozi, della biancheria stesa ad asciugare sui balconi, dei vicoli “dove tutto diventa vagamente minaccioso e al tempo stesso irresistibilmente suggestivo”, ancora fascista e maschilista ma già ricca di fermenti libertari premonitori della democrazia prossima a venire.Trovavo che fosse lo sfondo perfetto per una storia d’amore.” – ha aggiunto Roberta Marasco. Storia d’amore fine a se stessa e al contempo espediente per “raccontare la condizione della donna”, atavicamente oppressa da maschi autoritari e incapace di credere che un’altra vita sia possibile,  perché troppo disabituata a pensare con la sua testa.

LA TRAMA

Lezioni di disegno narra le vicende, collocate in un arco temporale compreso tra il 1976 e il 2016, dell’altoborghese famiglia Fernàndez Roca, il cui -detestabile e detestato -capostipite Luis è un fedelissimo e potente sostenitore del regime franchista.  Oltre alla moglie Gloria, apparentemente sottomessa e “placidamente rassegnata”, ci sono le tre figlie: l’io narrante Julia, sempre all’inseguimento di amori e lavori precari, la rigida  e inappuntabile Anna e la respingente Olga – destinata a diventare madre dell’irrequieta Abril – la cui incapacità di gestire adeguatamente i rapporti con gli altri nasconde un terribile segreto. Nella Barcellona, rispettivamente, del 1976 e del 2016, si dipanano la storia d’amore tra Gloria  e Giulio e quella di Julia col mai dimenticato Javier, raccontate in alterni capitoli; la prima tra manifestazioni di piazza represse nel sangue, violenze famigliari e stupite aperture di credito alla gioia, la seconda tra mai sopiti rancori, inaspettate complicità femminili e antichi segreti, il denudamento dei quali è destinato a ribaltare certezze e rapporti consolidati. Sino alla struggente chiusa che apre le porte, insieme alla speranza, alla vita e alla multiformità dell’amore.

Julia infatti, dopo aver fatto luce sui segreti che si annidano nella casa della sua infanzia e a sua insaputa anche dentro di lei,  riuscirà a comprendere se stessa, insieme alle insospettabili “altre” donne   nascoste nella madre. Una comprensione che le darà la forza di “uscire dai margini”, come Gloria stessa le consigliava di fare mentre disegnavano insieme, e di aprirsi a una nuova vita, capace di farle guardare in modo diverso sia l’amore sia il sapersi prendere cura degli altri.

Forse esisteva un modo di prendersi cura degli altri senza farsi del male e senza fare del male a loro. Forse esisteva un amore diverso da quello che aveva sempre creduto di conoscere

INTRECCIO DI LIBERAZIONI PERSONALI E COLLETTIVE

Lezioni di Disegno è quindi una storia di formazione e recupero delle proprie radici, e al contempo una  parabola sulla “ribellione silenziosa” delle donne e la loro capacità di liberarsi dal giogo socio-famigliare. Una ribellione che nel caso di Gloria, il cui percorso verso la libertà assume imprevedibili quanto creative forme, si fa specchio riflettente della liberazione di un’intera nazione, a lungo oppressa dalla sanguinaria dittatura franchista. La scelta dell’autrice di far procedere i due percorsi lungo binari paralleli, di cui l’uno sembra trovare la propria forza nell’altro (non a caso il salvifico incontro col grande amore della vita di Gloria avviene all’interno di una manifestazione anti franchista) è narrativamente di grande impatto emotivo e simbolico. Particolarmente emblematico in tal senso il seguente passaggio:

Gloria si accorse che i vicoli iniziavano a riempirsi di persone e che tutte agivano come  un corpo solo, animato da una volontà unica. Un corpo di cui ora faceva parte anche lei, che le trasmise un’energia e un ottimismo improvvisi. Finché il ragazzo continuava a stringerle la mano, nulla poteva andar male. Tutti insieme erano invincibili e nonostante non avesse idea del motivo per cui manifestavano, d’un tratto si sentì bene. Felice, per una volta, di essere dove si trovava e di essere quello che era.

Lezioni di disegno è anche una storia di complessi rapporti famigliari e di complicità al femminile, che lega Julia, più che alle sorelle, alla Gloria sconosciuta e ribelle che le si sta lentamente rivelando e alla vitalissima, disinibita e “libera” nipote Abril. Costrette dal caso e dalle ristrettezze economiche a una forzata convivenza nella villa di famiglia, le due dapprima mal si sopportano, percependo ognuna la presenza dell’altra come una fastidiosa ingerenza nella propria privacy, ma ben presto tra loro s’instaura un legame che va oltre i vincoli affettivi e di sangue: un senso di condivisione “elettiva” in virtù del quale ognuna è in grado di comprendere l’altra e di soccorrerla spontaneamente nei momenti di difficoltà.

L’EPICENTRO RESTA L’AMORE

Ma Lezioni di disegno, come già accennato, è anche e soprattutto una (doppia) storia d’amore, la cui carica sovversiva lo rende determinante nel processo liberatorio delle due protagoniste. (il vero amore è come una sorgente sotterranea, possiamo provare a nasconderlo ma troverà sempre il modo di arrivare in superficie. E più lo soffochiamo, più sarà violento quando proromperà.) Per quanto riguarda Julia un amore capace, a dispetto di tradimenti e lontananze, di permettere a lei e al suo Javier di riuscire ancora a seguire l’uno “il filo dei pensieri dell’altro”; per ciò che concerne Gloria un sentimento vissuto in segreto, tra ansie e batticuori, destinato però a restituirle, insieme alla pienezza della propria dimensione di donna, la consapevolezza che un’altra vita è possibile. Ma per non essere costretta a spezzare legami per loro natura indistruttibili, quali quello con le figlie, Gloria dovrà pagare un prezzo personale altissimo, tratteggiato dall’autrice in un passaggio di grande e dolorosa intensità:

Ma non avrebbe mai potuto spiegarlo a Giulio. Non poteva spiegargli che accanto a lui era felice e fragile, che ritrovava se stessa e al tempo stesso si tradiva ogni volta, e che odiava tornare da Luis, ma era il prezzo da pagare. C’era sempre un prezzo da pagare, anche se lui e i suoi amici erano convinti del contrario

EMOZIONI

“Una sensazione che ti fa interrompere la lettura, ogni tanto, per racchiuderti in te stessa, per rivivere quella pagina che hai letto, che ti ha fatto piangere, o ridere, o semplicemente ricordare”, scrive nel suo bell’articolo dedicato Babette Brown. Concordo con Babette, con gli interessi per così dire: è una lettura che mi ha provocato un dolce/amaro struggimento fatto di emozioni, sensazioni di già vissuto e altro, difficile da definire, che pochi libri sin d’ora avevano saputo regalarmi. Sarà per la forma, sinuosa e insieme cristallina, sarà per le tematiche a me così care o per il messaggio che l’autrice trasmette con forza attraverso le pagine: non sprechiamo noi stesse e la nostra vita, non ce ne verrà data un’altra in cui poter dire: ok, la prima l’abbiamo dedicata tutta agli altri, in questa è arrivato il momento di pensare un po’ anche a noi; l’unica nostra possibilità è creare quel momento qui e ora E mentre mi lascio emozionare dalla lettera scritta da Gloria al suo amato ecco tornarmi in mente una frase estrapolata non so più da dove, che da ragazzina mi era parsa tanto bella da  tappezzarne le mura della mia stanza: “amare vuol dire dimenticare se stessi per andare verso gli altri.” Penso che oggi la correggerei in: “amare vuol dire imparare ad andare verso gli altri senza mai dimenticare se stessi”, perché, come suggerisce il percorso intrapreso dalle protagoniste di Lezioni di disegno, per comprendere e accogliere in sé gli altri bisogna prima avere imparato a conoscere e accettare se stessi.  

L’INARRESTABILE FORZA SILENZIOSA DELLE DONNE

Lezioni di disegno è quindi un romanzo che, pur rifuggendo da rigide etichettature, potrebbe definirsi di formazione/educazione sentimentale e psicologico con venature di mystery: chi è la donna dalla lunga treccia, scambiata da Julia per una potenziale acquirente della villa, che anziché chiarire l’equivoco si lascia accompagnare a visitarla? Perché, dopo che se ne è andata, sul tavolo da cucina appare una foto in bianco e nero che ritrae una Gloria radiosa e diversa, “con un’ombra di sfida sullo sfondo del suo sguardo gentile”, accanto a un giovane sconosciuto? Perché sulla cover di un vecchio vinile c’è una delle faccine che Gloria amava tanto disegnare? Pagina dopo pagina segreti e misteri s’infittiscono e si complicano, per poi iniziare lentamente a disvelarsi, intrecciando alle vicende della famiglia Fernàndez Roca quelle politico-sociali di Barcellona, dipinte con efficaci pennellate.

Lezioni di disegno è anche un romanzo femminile e femminista, nel consueto senso caro a Roberta del vivere quotidiano, dei piccoli/grandi gesti di attenzione e rispetto verso noi stesse e la nostra femminilità, ed è pervaso da pillole di saggezza che offrono ottimi spunti di riflessione:

Le brave ragazze perbene hanno un solo modo per fare quello che vogliono; diventare cattive ragazze

Non a caso la riflessione/domanda che emerge tra le altre è: ma quanto cattive dovremmo diventare per guadagnarci il diritto di essere sempre noi stesse?

LEZIONI DI DISEGNO DI ROBERTA MARASCO: UN EMOZIONANTE INNO ALL’AMORE, ALLA VITA, ALL’INARRESTABILE FORZA SILENZIOSA DELLE DONNE, CHE NIENTE PUÒ FERMARE SE NON RINUNCIANO A INSEGUIRE I LORO SOGNI.