Corpi di passaggio. Gerardo Conforti e il caso Astarelli, edito da Fandango Libri e scritto da Andrea Cedrola, è un romanzo ispirato al caso Montesi, che agitò l’Italia del dopoguerra dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Wilma Montesi, figlia ventunenne di un falegname del Salario. Con la sua ultima opera Cedrola continua la sua avvincente esplorazione, cominciata coi due romanzi precedenti e supportata da accurate basi documentaristiche, all’interno dei più eclatanti casi di cronaca nera che hanno sconvolto l’Italia a partire dal dopoguerra, in cerca di “un altro lato della verità”.

IL CASO MONTESI

l’11 aprile del 1953  Wilma Montesi, dopo aver preso un treno per Ostia,  sparì nel nulla. Fu il mare a farla riapparire due giorni dopo, a diverse decine di chilometri da Roma, sulla spiaggia di Torvaianica. A distanza di neppure un mese, a fronte di varie incongruenze nella ricostruzione dei fatti e, in seguito, delle rivelazioni fatte dal “Cigno nero ”  – all’anagrafe
l’amante del marchese Ugo Montagna Anna Maria Moneta Caglio, che proprio per le dichiarazioni rese in sede processuale fu poi condannata per calunnia – la giostra mediatica iniziò a muoversi. Si denunciarono omertà e coperture politiche e si fece largo un’ipotesi diversa rispetto a quelle, abbracciate in un primo momento, della disgrazia o del suicidio: una festa a base di sesso e droga nella tenuta di Capocotta, gestita dallo stesso Montagna, cui Wilma Montesi avrebbe partecipato e durante la quale sarebbe morta, venendo poi abbandonata sulla spiaggia per evitare che i potenti personaggi presenti finissero sulle prime pagine dei giornali. A causa dello scandalo seguito alle indagini, che individuavano come presunto colpevole Piero Piccioni, in arte Piero Morgan, musicista destinato alla celebrità soprattutto come compositore di colonne sonore, suo padre, il senatore nonché vicepresidente del Consiglio Attilio Piccioni, candidato a presiedere il Governo dopo De Gasperi, fu costretto a dimettersi. Il processo si concluse nel ’57 con l’assoluzione di tutti gli imputati, compreso Piccioni, e da più parti si ipotizzò vi fosse stato, se non un complotto, una strumentalizzazione della vicenda da parte della corrente della DC capeggiata da Fanfani, allo scopo di “eliminare” un temibile avversario. Secondo diversi commentatori, tra cui il giornalista Stefano Folli, nell’Italia devastata dal fascismo e disposta a tutto per ricostruirsi, il “caso Montesi” rappresentò una clamorosa spia del fatto che, malgrado la Resistenza, gli eterni mali del Bel Paese, a iniziare dall’ambiguità del rapporto tra informazione e potere politico, “erano stati messi a tacere ma non debellati. Ed erano sempre pronti a esplodere se si fosse ricorsi a una miccia adeguata”.

INES ASTARELLI COME WILMA MONTESI?

Così scrive l’autore in merito al suo romanzo:

Il Messaggero e il suo archivio on line sono stati essenziali per il plot narrativo: Conforti riscopre un caso che somiglia moltissimo al caso Montesi. Così posso descrivere, grazie agli articoli del vostro giornale, un’Italia che rinasceva dopo la Guerra –  erano gli anni Cinquanta – ma che col caso della ragazza trovata morta a Torvaianica perde la sua ingenuità“.

Se il protagonista Conforti è frutto della fantasia dell’autore, che se ne serve come collante capace di raccogliere indizi, collegarli , estrarne frammenti di verità finalizzati a incastrarsi in un compiuto  puzzle, molti altri personaggi si ispirano ai diversi attori del caso Montesi, da Maria Rita Benedetti Gallo, che ricorda Anna Maria Moneta Caglio, al marchese Sparagna, chiaramente ispirato al quasi omonimo marchese Montagna, tenutario della famigerata Capocotta.

LA TRAMA

Il protagonista di Corpi di passaggio. Gerardo
Conforti e il caso Astarelli , è un cilentano che per sopravvivere si adatta a tutti i mestieri, compreso fare da autista a un Principe, e inizia a interessarsi al caso di Ines Astarelli, ritrovata morta con modalità analoghe alla Montesi, per dimostrare il coinvolgimento di Augusto Trovatore, spacciatore di cocaina e aguzzino di suo padre durante il ventennio fascista, trasformatosi nel dopoguerra in imprenditore edile ammanicato coi nuovi potenti. 

Tra fiumi di droga e battute di caccia, tradimenti/ripicche e sporchi intrallazzi, abiti firmati e feste a luci rosse, si dipanano le storie del marchese e del palazzinaro Trovatore con rispettive corti al seguito, ma anche quelle incrociate di Ines e dell’investigatore improvvisato Conforti. Il tutto sullo sfondo dei devastanti quanto ineliminabili postumi della guerra, descritti da Cedrola molto efficacemente:

ha detto tutto c’entra con la guerra, pure quello che succede a chi non è morto, a chi è rimasto vivo, a chi tiene ‘nguollo il peso dei morti. (…) E dal giorno dopo, per un certo periodo, quando camminavo per strada, di mattina presto, dopo che m’ero caricato tua madre sulle spalle per accompagnarla all’asilo, chiunque incontrassi non lo vedevo come una persona ma come un corpo, come posso dire?, sì, come un corpo trapassato dalla guerra”.

Corpi di passaggio. Gerardo Conforti e il caso Astarelli è una trascinante sciarada sospesa tra giallo e noir –“giallo sui generis” l’ha giustamente definita Rossella Lazzari nel suo bell’articolo su Thriller Café – che si svolge lungo più assi temporali. Il suo perno narrativo è infatti il racconto-fiume della propria vita fatto dallo stesso Conforti, ormai anziano e gravemente malato, per buona parte del libro alla riluttante nipote Katja, che non gli perdona un terribile atto di violenza che le ha cambiato la vita, per quanto commesso al fine di proteggerla.

I PERSONAGGI

Il racconto di Conforti, espresso in una suggestiva lingua che mescola italiano e dialetto, sulla scia della vicenda Montesi è animato da personaggi veraci, di diversamente pittoresca quanto desolante umanità: da maestri del trasformismo come il questore Sanvito e lo stesso ignobile Augusto Trovatore, a campioni di mediocrità e servilismo come il commissario Gagliozzi.  Il tutto condito da torbidi intrecci tra politica, imprenditoria e potere socio-finanziario, sullo sfondo di una spasmodica ricerca di piaceri leciti e illeciti. Tra i pochissimi che si salvano troviamo Palumbo, l’onesto ma inconcludente fidanzato della Montesi, devastato da un lutto che non  riesce a rielaborare, e soprattutto il funzionario di polizia Salvaterra, a dispetto dello stato sociale (altrui) l’unica figura davvero nobile, la cui presenza, in un mondo popolato da mezz’uomini, ominicchi, (con rispetto parlando) pigliainculo e quaquaraquà, come avrebbe detto Sciascia, fa l’effetto di una boccata d’aria pura. Salvaterra non esita a esortare il Commissario, suo superiore, ad un maggior rispetto verso gli anni della Resistenza e il tributo di sangue pagato da molti italiani, e a un certo punto pronuncia una frase particolarmente significativa della sua visione del mondo:

Ho pensato che neanche le ragazze giovani, in questa piccola Italia, vedono la donna come un essere umano libero”

Gerardo Conforti dal canto suo è un personaggio piuttosto anomalo nella nostra letteratura e difficile da dimenticare, imprevedibile e inafferrabile nella sua multiforme personalità, dotato di un forte senso di giustizia ma al contempo violento e schiavo della droga. Ad accomunarlo a Salvaterra sono il coraggio, la determinazione e la libertà interiore, in altre parole il fatto di essere entrambi uomini (ancora una volta nel nobile senso usato da Sciascia ne’ Il giorno della civetta)

NOTE SULL’ AUTORE

Andrea Cedrola, dopo aver vissuto ad Agropoli, nel Cilento, ha studiato a Bologna per poi trasferirsi a Roma, dove ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia. Autore di programmi per la Rai, ha sceneggiato due film del regista Sebastiano Riso: “Più buio di mezzanotte”, selezionato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes, e “Una famiglia”, selezionato per concorrere al Festival di Venezia. Come scrittore ha pubblicato, oltre a “La collina”, scritto con  Andrea Delogu, che partendo dalla storia di quest’ultima, nata da una coppia ospite di San Patrignano, arrivava a sviscerare aspetti misteriosi e controversi della vicenda Muccioli, “La speranza è un vizio privato”, primo romanzo di una serie incentrata sul personaggio di Gerardo Conforti.

 CORPI DI PASSAGGIO. GERARDO CONFORTI E IL CASO ASTARELLI: UN ALTRO AVVINCENTE  TASSELLO DELL’ESPLORAZIONE DI ANDREA CEDROLA ALL’INTERNO DEI PIU’ CLAMOROSI CASI DI CRONACA NERA ITALIANA.