Categoria: LIBRI Pagina 1 di 3

TECLA TRE VOLTE DI GIANLUCA MOROZZI: UNA SURREALE STORIA D’AMORE CHE FA RIFLETTERE SUL RAPPORTO TRA DESTINO E LIBERO ARBITRIO

Tecla tre volte è l’ultima opera di Gianluca Morozzi, artista poliedrico e instancabile autore di romanzi, saggi, racconti e graphic novel. Si tratta di un coinvolgente romanzo sospeso tra realismo magico e registro umoristico, agito da un mistero che rivela la sua vera natura solo nelle ultime pagine. Oltre ad essere una storia d’amore, resa intrigante e originale dal talento morozziano, già ampiamente dimostrato nella precedente bibliografia e caratterizzato soprattutto da una profondità ammantata di scanzonata e brillante leggerezza, Tecla tre volte è anche una surreale parabola sul ruolo svolto nelle nostre vite dal caso e dal libero arbitrio     

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LENA E LA TEMPESTA DI ALESSIA GAZZOLA: IL PERCORSO DI RINASCITA DI UNA GIOVANE DONNA ALLE PRESE CON UN TERRIBILE PASSATO

Lena e la tempesta è un romanzo uscito lo scorso maggio per Garzanti e scritto da Alessia Gazzola, autrice della celebre serie iniziata con L’allieva e dedicata al medico legale Alice Allevi. Un’opera più amara e riflessiva rispetto ai romanzi che l’hanno preceduta, anche per la particolare durezza del tema che fa da perno all’intera narrazione, ma in cui non manca lo stile fresco e accattivante che è il marchio di fabbrica dell’autrice. Tra il rumore del mare, impresso dentro indelebilmente come un acufene e illuminanti illustrazioni, incontri ora dolorosi ora salvifici e gli intensi profumi dell’estate siciliana, si snoda il dolente percorso della protagonista, volto a trasformare il dolore legato a un terribile segreto in nuova consapevolezza di sé e capacità di rinascere, riaprendosi alla pienezza della vita.

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IL FIGLIO DI NOÈ DI ERIC-EMMANUEL SCHMITT: MAGICO APOLOGO SULL’INTERCULTURA ANIMA DEL MONDO.

Nella bella traduzione di Alberto Bracci Testasecca è da poco uscita per E/O una nuova edizione di  L’Enfant de Noè, scritto nel 2004  da Eric-Emmanuel Schmitt, uno dei più geniali, poliedrici e sensibili autori contemporanei. Concepito come segmento dell’articolato “Ciclo dell’Invisibile”, Il figlio di Noè è una parabola, dal sapore poeticamente fiabesco, sulla bellezza dell’intercultura e sulla capacità che l’essere umano possiede di sconfiggere anche il peggiore dei fanatismi, purché trovi la forza di tenere viva la memoria e preservare tutto ciò che del patrimonio umano è a rischio di estinzione. È proprio tale forza a costituire il perno attorno al quale ruota l’esistenza di Padre Pons, il protagonista del romanzo, che nel Belgio occupato dai nazisti si dedica a salvare con ogni mezzo bambini ebrei e spirito ebraico; perché essere uomini, ci ricorda ancora una volta per suo tramite Eric-Emmanuel Schmitt, significa prima di tutto possedere un senso di comune appartenenza e solidale condivisione, in virtù del quale percepire ciò che accade agli altri uomini come qualcosa che ci riguarda tutti e di cui dobbiamo quindi farci carico insieme. Un messaggio che appare tanto più necessario in un mondo come l’attuale, caratterizzato dalla diffusione virale di fobie oscurantiste, che alla pacifica convivenza tra i popoli preferiscono il conflitto permanente e all’“amorosa comprensione”, anticamera dell’accoglienza, l’odio e il rifiuto.

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L’ALTRA METÀ DI DIO DI GINEVRA BOMPIANI: UNO STUPEFACENTE VIAGGIO SINO ALLE ORIGINI DELLA NOSTRA CIVILTA’, PER SCOPRIRE UN ALTRO FEMMINILE.

L’altra metà di Dio, edito da Feltrinelli, è l’ultimo saggio di Ginevra Bompiani, grande signora  della letteratura e dell’editoria italiana, che nella sua lunga vita ha affiancato al lavoro di scrittrice, traduttrice, saggista e docente universitaria, quello di editrice, collaborando da giovane col padre Valentino, per il quale ideò e curò Il Pesanervi, la prima collana di letteratura fantastica italiana, ma soprattutto fondando nel 2002, insieme a Roberta Einaudi, la casa editrice Nottetempo. L’altra metà di Dio è un fantasmagorico viaggio in quel deposito vivo che è il nostro immaginario, dentro il magico silenzio acceso di suoni e colori della mitologia e le viscere delle sue storie, rivisitate con contagioso gusto della scoperta e primigenio stupore; tante piccole/grandi storie, pagina dopo pagina capaci di far affiorare in superficie i propri recessi segreti, rivelatori di un mondo sconosciuto, vasto, splendido e mite. Si tratta di un’opera semplice e al contempo complessa: semplice se la si approccia abbandonandosi al piacere del “folle volo” di dantesca memoria che ne è la trama pulsante, complessa nel caso se ne voglia cogliere appieno il significato profondo, che è in ultima analisi quello di aprire a una possibile rifondazione del nostro mondo divisivo, improntato alla violenza maschile e alla guerra dei sessi. È infatti ripercorrendo il passato sino alle origini della nostra civiltà e aprendoci alla possibilità che “un altro mondo sia già stato, che lo abbiamo dimenticato, che abbiamo letto male le nostre storie, che qualcuna di esse ce la possiamo raccontare di nuovo”, che possiamo rileggere il presente per scoprire un femminile che non abbiamo mai visto e cercare di costruire un futuro di ritrovata armonia, pacifico e reciprocamente accogliente per le donne e per gli uomini.

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LEZIONI DI DISEGNO DI ROBERTA MARASCO: UNA COINVOLGENTE PARABOLA SULL’INARRESTABILE FORZA SILENZIOSA DELLE DONNE.

Lezioni di disegno è l’ultimo romanzo pubblicato da Roberta Marasco, traduttrice e amatissima blogger (rosapercaso il blog femminista che parla d’amore) oltre che autrice di Le regole del tè e dell’amore e di opere meno recenti scritte con lo pseudonimo di Mara Roberti. “ Volevo scrivere un romanzo sulla Barcellona del ‘76.-. ha detto l’autrice in un’intervistaMi piaceva l’idea perché è l’anno del cambiamento (si tratta dell’anno successivo alla morte di Franco). Una vivida città agli albori dello smantellamento dei postumi della sanguinaria dittatura, ricostruita dall’autrice con rigore documentaristico. Una città colta nell’autenticità dei suoi piccoli negozi, della biancheria stesa ad asciugare sui balconi, dei vicoli “dove tutto diventa vagamente minaccioso e al tempo stesso irresistibilmente suggestivo”, ancora fascista e maschilista ma già ricca di fermenti libertari premonitori della democrazia prossima a venire.Trovavo che fosse lo sfondo perfetto per una storia d’amore.” – ha aggiunto Roberta Marasco. Storia d’amore fine a se stessa e al contempo espediente per “raccontare la condizione della donna”, atavicamente oppressa da maschi autoritari e incapace di credere che un’altra vita sia possibile,  perché troppo disabituata a pensare con la sua testa.

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SA REINA racconto di MARIA PALMIERI

L’estate è stagione di partenze, di ritorni, di viaggi, di incontri. Sotto un albero di ulivo ho avuto l’occasione di intrecciare visi e storie.

  Passeggio per un uliveto centenario, a Villamassargia, in Sardegna, un piccolo borgo con una piazza da Cent’anni di solitudine. Cerco una pianta in particolare, un ulivo grandissimo e antichissimo, sa reina, la regina.  Un gruppo di operai a lavoro per ripulire il terreno dalle erbacce mi indica la direzione e mi avvio. Gli ulivi esercitano un fascino strano su di me: sono gli alberi dell’infanzia, quelli del paesaggio che sento dentro e  che ha dato l’imprinting al mio sguardo sulla natura. Mi fanno sentire a casa. Raggiungo sa reina: è un albero maestoso, un perimetro di 16 metri, dice la mia guida; ha una chioma imponente, mi incute una sorta di reverenziale timore ( espressione che sa di antico, ma come risuona bene nella mia mente: è sano sentirsi intimoriti dalla grandezza che emana da quei rami). Mi siedo, penso che intorno a quel tronco e sotto a quei rami sono passate mille storie, mille volti. Come nel gioco delle libere associazioni di idee,  anche nella mia mente appaiono storie e volti e luoghi; prima in una sorta di giostra veloce, poi qualcuno si ferma, i contorni si fanno nitidi, l’ambiente si definisce.

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L’AMORE FINCHÉ RESTA DI GIULIO PERRONE: UN LUCIDO SGUARDO SUI RAPPORTI DI GENERE, L’AMORE E LE FRAGILITÀ DEGLI UOMINI DI OGGI.

L’amore finché resta, edito da Harper Collins, è l’ultimo romanzo di Giulio Perrone, editore e docente universitario romano oltre che scrittore. Intrigante e spassoso già a partire dalla copertina, il romanzo è un intenso viaggio all’interno delle fragilità e delle inquietudini dell’uomo d’oggi, con particolare riguardo alla complessità dei rapporti di genere, amorosi e famigliari. Con lo stile che gli è proprio, tra “leggerezza” malinconica e ironia a tratti esilarante, l’autore ci regala una storia di grande attualità, quella di Tommaso Leoni, psicoterapeuta di mezz’età che, improvvisamente costretto a rifondare la sua vita, al termine di un difficile processo di maturazione interiore riesce a trasformare le proprie sventure in bene per sé e gli altri, facendone lo strumento per imparare veramente ad amare.

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CORPI DI PASSAGGIO. GERARDO CONFORTI E IL CASO ASTARELLI: CONTINUA L’ESPLORAZIONE DI ANDREA CEDROLA DENTRO I PIÙ SCOTTANTI CASI DELLA CRONACA NERA ITALIANA

Corpi di passaggio. Gerardo Conforti e il caso Astarelli, edito da Fandango Libri e scritto da Andrea Cedrola, è un romanzo ispirato al caso Montesi, che agitò l’Italia del dopoguerra dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Wilma Montesi, figlia ventunenne di un falegname del Salario. Con la sua ultima opera Cedrola continua la sua avvincente esplorazione, cominciata coi due romanzi precedenti e supportata da accurate basi documentaristiche, all’interno dei più eclatanti casi di cronaca nera che hanno sconvolto l’Italia a partire dal dopoguerra, in cerca di “un altro lato della verità”.

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L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, DI M. LOLLINI E D. CARPANO: IL TRIBUTO DI SANGUE PAGATO AL NAZIFASCISMO DALLE POPOLAZIONI DELLA LINEA GOTICA

L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, scritto da Margherita Lollini con una prosa dalla genuina grazia intrisa di poesia, e illustrato dagli struggenti acquarelli di Daniela Carpano, è il secondo volume della collana edita da Fernandel Quaderni dell’appennino. Si tratta di una raccolta di 9 racconti che ricostruiscono altrettante piccole/grandi storie tra tutte quelle di cui è intessuta la Storia, nello specifico quella che nel secolo scorso ha interessato la dorsale dell’Appennino che solca l’Italia da Massa a Rimini, nota come Linea Gotica, teatro di atrocità e sanguinosi scontri tra nazifascisti, forze alleate e partigiani.

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L’ANNO NUOVO DI JULI ZEH: UNA TRASCINANTE PARABOLA SULLA CRISI DELL’UOMO MODERNO

L’anno nuovo, tradotto da Madeira Giacci e pubblicato in Italia da Fazi, è l’ultimo romanzo della quarantaquattrenne tedesca Juli Zeh, giurista che ha già al suo attivo  una decina di romanzi tradotti in 35 lingue. La pluripremiata autrice (di recente ha vinto uno dei più prestigiosi premi tedeschi, l’Heinrich-Böll, con questa motivazione: «Juli Zeh rientra a pieno titolo tra i migliori autori tedeschi contemporanei. Nei suoi scritti ci si muove tra letteratura e politica, tra poesia e realtà.»), ha esordito a 31 anni con un’opera divenuta un caso letterario, Aquile e angeli, dopodiché ha continuato a godere di un vastissimo consenso di critica e pubblico.

Con L’anno nuovo la Zeh mostra ancora una volta la sua predilezione per le storie psicologiche ad alta tensione, i cui protagonisti faticano ad adeguarsi ai cambiamenti e sono in apparenza tesi all’autodistruzione, ma sanno autorigenerarsi attraverso un doloroso processo di trasformazione.

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