L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, DI M. LOLLINI E D. CARPANO: IL TRIBUTO DI SANGUE PAGATO AL NAZIFASCISMO DALLE POPOLAZIONI DELLA LINEA GOTICA

L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, scritto da Margherita Lollini con una prosa dalla genuina grazia intrisa di poesia, e illustrato dagli struggenti acquarelli di Daniela Carpano, è il secondo volume della collana edita da Fernandel Quaderni dell’appennino. Si tratta di una raccolta di 9 racconti che ricostruiscono altrettante piccole/grandi storie tra tutte quelle di cui è intessuta la Storia, nello specifico quella che nel secolo scorso ha interessato la dorsale dell’Appennino che solca l’Italia da Massa a Rimini, nota come Linea Gotica, teatro di atrocità e sanguinosi scontri tra nazifascisti, forze alleate e partigiani.

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L’ANNO NUOVO DI JULI ZEH: UNA TRASCINANTE PARABOLA SULLA CRISI DELL’UOMO MODERNO

L’anno nuovo, tradotto da Madeira Giacci e pubblicato in Italia da Fazi, è l’ultimo romanzo della quarantaquattrenne tedesca Juli Zeh, giurista che ha già al suo attivo  una decina di romanzi tradotti in 35 lingue. La pluripremiata autrice (di recente ha vinto uno dei più prestigiosi premi tedeschi, l’Heinrich-Böll, con questa motivazione: «Juli Zeh rientra a pieno titolo tra i migliori autori tedeschi contemporanei. Nei suoi scritti ci si muove tra letteratura e politica, tra poesia e realtà.»), ha esordito a 31 anni con un’opera divenuta un caso letterario, Aquile e angeli, dopodiché ha continuato a godere di un vastissimo consenso di critica e pubblico.

Con L’anno nuovo la Zeh mostra ancora una volta la sua predilezione per le storie psicologiche ad alta tensione, i cui protagonisti faticano ad adeguarsi ai cambiamenti e sono in apparenza tesi all’autodistruzione, ma sanno autorigenerarsi attraverso un doloroso processo di trasformazione.

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LONTANO DA CASA: IL CORAGGIO DELLA LIBERTA’ DELLA DISSIDENTE TURCA PINAR SELEK

Lontano da casa, edito da Fandango libri, traduzione di Manuela Maddamma e Viviana Tomassetti, racconta il percorso umano della sociologa femminista e antimilitarista, nonché infaticabile attivista per i  diritti delle minoranze, Pınar Selek, una delle figure più rappresentative della Turchia.

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LIBRI PER LE VACANZE

Qualche consiglio per libri da leggere in riva al mare, o tra un sentiero di montagna e l’altro, o la sera prima di addormentarsi, dopo belle quanto sfiancanti visite in qualche città d’arte, ecc ecce cc.

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LA DONNA CHE VEDI: L’ULTIMO, INTENSO ROMANZO DI GIOVANNI PANNACCI

La donna che vedi, edizioni Fernandel, è l’ultimo romanzo di Giovanni Pannacci. Trascinante parabola sugli ostacoli che è spesso necessario superare per arrivare a essere davvero noi stessi, anche davanti agli altri, La donna che vedi è un’opera sospesa tra thriller mistery, romanzo psicologico e di formazione. L’ enigmatica protagonista – l’affascinante dott.ssa Myriam Labate, i cui più oscuri segreti vengono alla luce solo alla fine del romanzo – è al centro di una storia nella quale s’intrecciano personalità multiple e insospettabili identità, il cui progressivo disvelamento alimenta un crescendo di tensione che tiene chi legge incollato alle pagine.

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MEMORIE DI UNA DONNA MEDICO : L’EMOZIONANTE AUTOBIOGRAFIA DI NAWAL AL-SA‘DAWI, LA PASIONARIA DEL FEMMINISMO ARABO

Memorie di una donna medico, Fandango libri editore, traduttore Stefania Dell’Anna, è un bellissimo romanzo autobiografico scritto dall’egiziana Nawal al-Sa‘dawi, che racconta i tratti salienti della propria vita, dall’infanzia sino alla giovinezza. Autrice di racconti, romanzi e lavori teatrali, ma anche psichiatra e celebre “pasionaria” della lotta per l’emancipazione delle donne, Nawal al-Sa‘dawi è una figura centrale per la letteratura egiziana e per il femminismo, inteso nella sua più ampia accezione “intersezionale“. Non a caso Nawal al-Sa‘dawi, insignita di molti premi prestigiosi e svariate lauree honoris causa, oltre ad avere fondato e presiedere l’Arab Women’s Solidarity Association, ha  cofondato l’Arab Association for Human Rights.
Pubblicato nel 1958 e tradotto in America alla fine degli anni Ottanta, Memorie di una donna medico costituisce una pietra miliare del femminismo arabo.

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ALLE CINQUE TERRE IN TRENO, RACCONTO DI AURORA NATALE


Sole acceso a Manarola”, tecnica mista su carta, cm. 21 x 10, 1994

    Dalla prima all’ultima di queste mie stupende Cinque Terre, si va in ferrovia attraverso un emozionante percorso di imprevedibili opposti. La linea che collega tra loro le cinque perle del mio golfo è la più strana e incredibile che  possa immaginare chi è abituato a tante altre ferrovie: così normali e simili tra loro, a volte noiose, monotone e quasi tutte grigie. Un’altalena di sensazioni contrastanti e di impressioni colorate accoglie invece, specialmente in estate, i turisti che vi si avventurano per visitare il “ Golfo dei poeti ” o chi percorre di passaggio questo stupefacente pezzetto di Liguria. E la memoria dell’infanzia mi riporta alla mente, avventuroso e nitido, quel breve viaggio, come fosse ora …

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NEW WORLD ORDER DI ALESSANDRO SIANI: UN’AVVINCENTE RILETTURA DELLA REALTA’ IN CHIAVE DISTOPICO/COMPLOTTISTA

NEW WORLD ORDER, A K Edizioni, è il secondo romanzo di un giovane autore di talento, Alessandro Siani, trentenne psicopedagogista milanese che già con il precedente lavoro,Julia & Alek – I misteri di GreenKitch, uscito nel 2011, aveva evidenziato verve creativa e capacità affabulatoria, qui stilisticamente affinate e messe al servizio di un ben costruito puzzle fantapolitico.

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ORE D’AMORE DI ROSARIO LISMA AL FILODRAMMATICI

Ore d’amore – in scena al Filodrammatici dal 28 maggio al 2 giugno, drammaturgia Rosario Lisma, regia e interpretazione Nicola Stravalaci e Debora Zuin, produzione Animanera, gruppo milanese dedito a un intenso percorso di ricerca artistica – analizza la disgregazione di una coppia ordinaria straordinariamente scoppiata, tra confessioni estorte per sfinimento e accuse reciproche, cinismo e orgoglio ferito. Ironica e intelligente, a tratti esilarante a tratti profondamente malinconica, la pièce è un intenso viaggio alle radici di una ferita aperta: quella di una comunione spirituale e affettiva che forse c’è stata ma di cui ormai restano solo sparsi frammenti formato flash.

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“LA VIOLENZA DI GENERE HA I GIORNI CONTATI”: LA KERMESSE SULLA LIBERTA’ FEMMINILE ORGANIZZATA DALLA CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE di MILANO


Giovedì 23 maggio si è chiusa la kermesse di tre giorni organizzata a Milano dal CADMI, la Casa di accoglienza delle donne maltrattate, nella bella cornice del Base di via Bergognone (tra ragazzi che leggono studiano e chiacchierano, libri ed esposizioni artistiche varie, quale insieme potrebbe mettere più allegria?),dal titolo “La violenza di genere ha i giorni contati”, e dal sottotitolo, ancora più significativo: “potremmo parlare di vittime Ma parliamo di donne”. Dunque non un approccio vittimista e autoreferenziale ma costruttivo, ottimista e aperto alla rete sociale, con sguardi sulla libertà come antidoto alla violenza ogni giorno diversi: libertà economica, nella comunicazione e infine come metodo. Io ho potuto assistere solo ad alcuni dei tanti interessantissimi incontri previsti dal ricco calendario, (per una più esaustiva riflessione sui quali rimando all’articolo di Cultweek a firma di Roberta Virduzzo) ma quei pochi mi hanno ripagata ampiamente del viaggio affrontato per raggiungere Base.

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