NESSUNO SI MUOVA DI OLIVIER ADAM: UNA PICCOLA, DELIZIOSA STORIA DI FORMAZIONE SOSPESA TRA SOGNO E REALTÀ

Attraverso una scrittura essenziale quanto intensa e permeata di struggente malinconia, che ricorda grandi autori per ragazzi come il premio Andersen Tormod Haugen, il parigino  Olivier Adam, tra i più apprezzati autori francesi del panorama letterario contemporaneo, con Nessuno si muova ci regala un poetico racconto di formazione sospeso tra realismo minimalista e registro onirico, parabola del difficile cammino che è necessario percorrere per liberarsi dalle paure dell’infanzia e accettare/valorizzare la propria diversità. Una parabola attraversata da una domanda che il protagonista, dopo aver scoperto di possedere un “dono” precluso agli altri esseri umani, non smette di farsi e che trasmette al lettore, costringendolo a propria volta a porsi lo stesso quesito: un dono simile a cosa può mai servire? E, nel tentativo di trovare una risposta, a cercare un senso nella propria “diversità”.

Nessuno si muova è un romanzo per ragazzi – ma in realtà adatto ai lettori di ogni età, come succede quando si ha a che fare con la letteratura con la L maiuscola – tradotto da Sara Saorin, cofondatrice, insieme alla giornalista/scrittrice Francesca Segato, della giovane e dinamica casa editrice indipendente Camelozampa, che lo ha pubblicato.

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VANIA RACCONTO DI ALICE C. DELACOURT

Che fatica, la vita. puzzle incompiuto i cui pezzi a intarsio non s’intarsiano mai. Anni senza ricordi, da quanto, ormai, ha smesso di festeggiarne l’arrivo? Gocce di neve che toccano la terra senza mai arrivare a scalfirla, e come sono venute vanno, lasciandosi dietro solo chiazze gelate che il vento si porta via.

 Non un solo giorno degno di memoria, quella che la gente chiude negli album di famiglia, per nasconderla al tempo. Lei non sopporta le foto, non le ha mai sopportate. Come voler fermare il tempo, o imprigionare la vita nel cerchio di un attimo che non tornerà più. Penoso e inutile.

Istanti….ore, forse, quasi vicini alla felicità. Ma così pochi che a contarli tutti basterebbero le dita di una mano. E il resto? Solo lavoro, fatica… paura e attesa di qualcosa che potrebbe anche  essere ma  non sarà mai. E intanto la vita passa. Breve linea inafferrabile all’ombra di un cono di luce. Senza memoria né futuro, semplicemente inconsapevole.

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LA VERITÀ A PAGINA 31: LO STRUGGENTE INNO DI PAOLO CIONI AL POTERE DEI SOGNI, DELL’AMICIZIA E DELL’AMORE

La verità a pagina 31 è un romanzo scritto da Paolo Cioni e pubblicato da Elliot editore nel settembre di quest’anno.       

Basato su un intreccio capace di risolversi, malgrado la molteplicità dei piani di svolgimento, in un meccanismo narrativo perfettamente equilibrato, e stilisticamente capace di coniugare pulsioni innovative con una compostezza formale di classica eleganzaLa verità a pagina 31 ha la tensione emotiva di un thriller psicologico che incalza il lettore, obbligandolo a leggere una pagina dietro l’altra. Con fluida limpidezza l’autore ci racconta una storia in cui non si può fare a meno di perdersi e ritrovarsi, perché sa entrare in profonda empatia con chi legge, e non semplice empatia cognitiva, che porta a comprendere le emozioni dei personaggi, ma affettiva, in quanto più si procede nella lettura più si arriva a condividerle, sentendole come se ci appartenessero. Una storia fatta di voli fantastici e brutali cadute, sogni condivisi e solitarie delusioni, ma anche amori che si credevano persi e magici ritrovamenti, nonché amicizie che, dopo anni di stand by, riemergono più forti e vitali di prima.

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VOCI, PROFUMI E COLORI DELLA MIA CITTA’ – RACCONTO E ILLUSTRAZIONI DI AURORA NATALE


IL GOLFO DELLA SPEZIA, ACQUERELLO E PENNINO TECNICO, 1994

Questa distesa di palazzi, disposti a mezzaluna intorno al mare, mi sorprende con i suoi profumi e i suoi colori in ogni angolo … E quando meno me lo aspetto certe voci della natura le posso ascoltare anche qui, tra l’asfalto e il cemento …

Chi lo ha detto che le città emanano soltanto vapori tossici e puzza di smog? E che sono tutte grigie? E che per le strade si ascolta soltanto il rombo di mille motori impazziti?

Nella mia piccola città certe mattine di primavera, quando i campanili rintoccano le prime ore, i giardinieri falciano i tappeti verdi delle aiuole: allora è piacevole uscire presto, per respirare l’odore fresco dell’erba tagliata, insieme al profumo persistente di quei piccoli fiori color panna che esplodono dalle siepi di pittosforo lungo il porticato di via Chiodo.

Ecco la  primavera inaspettata, in pieno centro. Le strade si riempiono di fragranze inebrianti: magnolie, gelsomini, rose…; dai giardini pubblici si sprigionano aspri, dolci o agrumati quei profumi che trasportano la mia mente lontana da questo luogo di appuntamenti, di fretta, di denaro, di affari, di impegni, di stress! E posso tornare con la memoria ai luoghi e ai momenti di un tempo più felice.

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TECLA TRE VOLTE DI GIANLUCA MOROZZI: UNA SURREALE STORIA D’AMORE CHE FA RIFLETTERE SUL RAPPORTO TRA DESTINO E LIBERO ARBITRIO

Tecla tre volte è l’ultima opera di Gianluca Morozzi, artista poliedrico e instancabile autore di romanzi, saggi, racconti e graphic novel. Si tratta di un coinvolgente romanzo sospeso tra realismo magico e registro umoristico, agito da un mistero che rivela la sua vera natura solo nelle ultime pagine. Oltre ad essere una storia d’amore, resa intrigante e originale dal talento morozziano, già ampiamente dimostrato nella precedente bibliografia e caratterizzato soprattutto da una profondità ammantata di scanzonata e brillante leggerezza, Tecla tre volte è anche una surreale parabola sul ruolo svolto nelle nostre vite dal caso e dal libero arbitrio     

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LENA E LA TEMPESTA DI ALESSIA GAZZOLA: IL PERCORSO DI RINASCITA DI UNA GIOVANE DONNA ALLE PRESE CON UN TERRIBILE PASSATO

Lena e la tempesta è un romanzo uscito lo scorso maggio per Garzanti e scritto da Alessia Gazzola, autrice della celebre serie iniziata con L’allieva e dedicata al medico legale Alice Allevi. Un’opera più amara e riflessiva rispetto ai romanzi che l’hanno preceduta, anche per la particolare durezza del tema che fa da perno all’intera narrazione, ma in cui non manca lo stile fresco e accattivante che è il marchio di fabbrica dell’autrice. Tra il rumore del mare, impresso dentro indelebilmente come un acufene e illuminanti illustrazioni, incontri ora dolorosi ora salvifici e gli intensi profumi dell’estate siciliana, si snoda il dolente percorso della protagonista, volto a trasformare il dolore legato a un terribile segreto in nuova consapevolezza di sé e capacità di rinascere, riaprendosi alla pienezza della vita.

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IL FIGLIO DI NOÈ DI ERIC-EMMANUEL SCHMITT: MAGICO APOLOGO SULL’INTERCULTURA ANIMA DEL MONDO.

Nella bella traduzione di Alberto Bracci Testasecca è da poco uscita per E/O una nuova edizione di  L’Enfant de Noè, scritto nel 2004  da Eric-Emmanuel Schmitt, uno dei più geniali, poliedrici e sensibili autori contemporanei. Concepito come segmento dell’articolato “Ciclo dell’Invisibile”, Il figlio di Noè è una parabola, dal sapore poeticamente fiabesco, sulla bellezza dell’intercultura e sulla capacità che l’essere umano possiede di sconfiggere anche il peggiore dei fanatismi, purché trovi la forza di tenere viva la memoria e preservare tutto ciò che del patrimonio umano è a rischio di estinzione. È proprio tale forza a costituire il perno attorno al quale ruota l’esistenza di Padre Pons, il protagonista del romanzo, che nel Belgio occupato dai nazisti si dedica a salvare con ogni mezzo bambini ebrei e spirito ebraico; perché essere uomini, ci ricorda ancora una volta per suo tramite Eric-Emmanuel Schmitt, significa prima di tutto possedere un senso di comune appartenenza e solidale condivisione, in virtù del quale percepire ciò che accade agli altri uomini come qualcosa che ci riguarda tutti e di cui dobbiamo quindi farci carico insieme. Un messaggio che appare tanto più necessario in un mondo come l’attuale, caratterizzato dalla diffusione virale di fobie oscurantiste, che alla pacifica convivenza tra i popoli preferiscono il conflitto permanente e all’“amorosa comprensione”, anticamera dell’accoglienza, l’odio e il rifiuto.

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MARIANNA O DELLA MAGIA RACCONTO DI ALICE C. DELACOURT

Marianna guarda il reticolo nero che le scorre davanti, l’immensa pianura velata appena da un sole opaco. Tra qualche ora rivedrà Sandro, sua madre, gli altri. Annusa il cielo, strana pioggia gialla che si posa sul cuore, fuliggine che dall’aria intorno scivola nell’anima, come un dolore che affiora piano dall’intimità delle cose.

E la  mente corre attraverso i binari neri e i campi di terra bruciata, s’inerpica lungo sentieri di montagna per ridiscendere tra colline brulle colorate d’ autunno. La casa, il ritorno, la fuga del treno oltre la cortina di nebbia. L’odore acre d’incendi appena spenti, Sandro che le fa regali per il compleanno e l’onomastico, Vergemoli dal cuore di pietra e il ventre nero. Marta, Renata, Sonia e i loro mariti quarantenni vecchi dagli occhi spenti.

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LA VITA INVISIBILE DI EURIDICE GUSMÃO DI KARIM AÏNOUZ: UNA POTENTE STORIA DI SORELLANZA, SOLIDARIETÀ E INTIMA FORZA DELLA “INVISIBILITÀ” FEMMINILE

La vita invisibile di Euridice Gusmão di Karim Aïnouz, vincitore della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2019, è un film liberamente ispirato al romanzo Euridice Gusmão che sognava la rivoluzione, opera prima di Martha Batalha, che ha riscosso un notevole successo internazionale ed è stata pubblicata in Italia nel 2016.

 Nel Brasile degli anni ’50, paese dalle tinte forti e dall’anima misogina, all’impietoso caldo del quale fa da contrappunto il gelo interiore di molti personaggi, si svolge la parabola umana delle sorelle Euridice e Guida Gusmão, seguite dalla prima giovinezza sino alla vecchiaia. Una storia resa più cruda e potente da una sanguigna quanto feroce sensualità, che narra di unioni oppressive e inconsolabili separazioni, devastanti “affetti” famigliari e sorellanza salvifica malgrado le distanze, rinunce e sogni più forti di qualunque catena.

Nel passaggio dalla scrittura alla settima arte la storia non perde nulla della sua dirompenza, grazie alle due superbe protagoniste – Carol Duarte e Julia Stockler, due attrici pressoché esordienti al cinema, rispettivamente nel ruolo di Euridice e in quello della sorella maggiore Guida, mentre la prima da anziana è interpretata da Fernanda Montenegro, attrice simbolo del cinema brasiliano – e ad un grande talento  registico. Un talento che, nel pieno rispetto delle origini letterarie del film,  sa calibrare in modo perfetto toni e tempi di un (melo)dramma senza tempo, parabola sulla femminilità ferita che in un crudele universo maschilista non  rinuncia a cercare  se stessa e, dopo aver toccato il fondo, riemerge dalle proprie stesse ceneri a suo modo più forte e più libera.

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L’ALTRA METÀ DI DIO DI GINEVRA BOMPIANI: UNO STUPEFACENTE VIAGGIO SINO ALLE ORIGINI DELLA NOSTRA CIVILTA’, PER SCOPRIRE UN ALTRO FEMMINILE.

L’altra metà di Dio, edito da Feltrinelli, è l’ultimo saggio di Ginevra Bompiani, grande signora  della letteratura e dell’editoria italiana, che nella sua lunga vita ha affiancato al lavoro di scrittrice, traduttrice, saggista e docente universitaria, quello di editrice, collaborando da giovane col padre Valentino, per il quale ideò e curò Il Pesanervi, la prima collana di letteratura fantastica italiana, ma soprattutto fondando nel 2002, insieme a Roberta Einaudi, la casa editrice Nottetempo. L’altra metà di Dio è un fantasmagorico viaggio in quel deposito vivo che è il nostro immaginario, dentro il magico silenzio acceso di suoni e colori della mitologia e le viscere delle sue storie, rivisitate con contagioso gusto della scoperta e primigenio stupore; tante piccole/grandi storie, pagina dopo pagina capaci di far affiorare in superficie i propri recessi segreti, rivelatori di un mondo sconosciuto, vasto, splendido e mite. Si tratta di un’opera semplice e al contempo complessa: semplice se la si approccia abbandonandosi al piacere del “folle volo” di dantesca memoria che ne è la trama pulsante, complessa nel caso se ne voglia cogliere appieno il significato profondo, che è in ultima analisi quello di aprire a una possibile rifondazione del nostro mondo divisivo, improntato alla violenza maschile e alla guerra dei sessi. È infatti ripercorrendo il passato sino alle origini della nostra civiltà e aprendoci alla possibilità che “un altro mondo sia già stato, che lo abbiamo dimenticato, che abbiamo letto male le nostre storie, che qualcuna di esse ce la possiamo raccontare di nuovo”, che possiamo rileggere il presente per scoprire un femminile che non abbiamo mai visto e cercare di costruire un futuro di ritrovata armonia, pacifico e reciprocamente accogliente per le donne e per gli uomini.

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