LEZIONI DI DISEGNO DI ROBERTA MARASCO: UNA COINVOLGENTE PARABOLA SULL’INARRESTABILE FORZA SILENZIOSA DELLE DONNE.

Lezioni di disegno è l’ultimo romanzo pubblicato da Roberta Marasco, traduttrice e amatissima blogger (rosapercaso il blog femminista che parla d’amore) oltre che autrice di Le regole del tè e dell’amore e di opere meno recenti scritte con lo pseudonimo di Mara Roberti. “ Volevo scrivere un romanzo sulla Barcellona del ‘76.-. ha detto l’autrice in un’intervistaMi piaceva l’idea perché è l’anno del cambiamento (si tratta dell’anno successivo alla morte di Franco). Una vivida città agli albori dello smantellamento dei postumi della sanguinaria dittatura, ricostruita dall’autrice con rigore documentaristico. Una città colta nell’autenticità dei suoi piccoli negozi, della biancheria stesa ad asciugare sui balconi, dei vicoli “dove tutto diventa vagamente minaccioso e al tempo stesso irresistibilmente suggestivo”, ancora fascista e maschilista ma già ricca di fermenti libertari premonitori della democrazia prossima a venire.Trovavo che fosse lo sfondo perfetto per una storia d’amore.” – ha aggiunto Roberta Marasco. Storia d’amore fine a se stessa e al contempo espediente per “raccontare la condizione della donna”, atavicamente oppressa da maschi autoritari e incapace di credere che un’altra vita sia possibile,  perché troppo disabituata a pensare con la sua testa.

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SA REINA racconto di MARIA PALMIERI

L’estate è stagione di partenze, di ritorni, di viaggi, di incontri. Sotto un albero di ulivo ho avuto l’occasione di intrecciare visi e storie.

  Passeggio per un uliveto centenario, a Villamassargia, in Sardegna, un piccolo borgo con una piazza da Cent’anni di solitudine. Cerco una pianta in particolare, un ulivo grandissimo e antichissimo, sa reina, la regina.  Un gruppo di operai a lavoro per ripulire il terreno dalle erbacce mi indica la direzione e mi avvio. Gli ulivi esercitano un fascino strano su di me: sono gli alberi dell’infanzia, quelli del paesaggio che sento dentro e  che ha dato l’imprinting al mio sguardo sulla natura. Mi fanno sentire a casa. Raggiungo sa reina: è un albero maestoso, un perimetro di 16 metri, dice la mia guida; ha una chioma imponente, mi incute una sorta di reverenziale timore ( espressione che sa di antico, ma come risuona bene nella mia mente: è sano sentirsi intimoriti dalla grandezza che emana da quei rami). Mi siedo, penso che intorno a quel tronco e sotto a quei rami sono passate mille storie, mille volti. Come nel gioco delle libere associazioni di idee,  anche nella mia mente appaiono storie e volti e luoghi; prima in una sorta di giostra veloce, poi qualcuno si ferma, i contorni si fanno nitidi, l’ambiente si definisce.

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L’AMORE FINCHÉ RESTA DI GIULIO PERRONE: UN LUCIDO SGUARDO SUI RAPPORTI DI GENERE, L’AMORE E LE FRAGILITÀ DEGLI UOMINI DI OGGI.

L’amore finché resta, edito da Harper Collins, è l’ultimo romanzo di Giulio Perrone, editore e docente universitario romano oltre che scrittore. Intrigante e spassoso già a partire dalla copertina, il romanzo è un intenso viaggio all’interno delle fragilità e delle inquietudini dell’uomo d’oggi, con particolare riguardo alla complessità dei rapporti di genere, amorosi e famigliari. Con lo stile che gli è proprio, tra “leggerezza” malinconica e ironia a tratti esilarante, l’autore ci regala una storia di grande attualità, quella di Tommaso Leoni, psicoterapeuta di mezz’età che, improvvisamente costretto a rifondare la sua vita, al termine di un difficile processo di maturazione interiore riesce a trasformare le proprie sventure in bene per sé e gli altri, facendone lo strumento per imparare veramente ad amare.

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CORPI DI PASSAGGIO. GERARDO CONFORTI E IL CASO ASTARELLI: CONTINUA L’ESPLORAZIONE DI ANDREA CEDROLA DENTRO I PIÙ SCOTTANTI CASI DELLA CRONACA NERA ITALIANA

Corpi di passaggio. Gerardo Conforti e il caso Astarelli, edito da Fandango Libri e scritto da Andrea Cedrola, è un romanzo ispirato al caso Montesi, che agitò l’Italia del dopoguerra dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Wilma Montesi, figlia ventunenne di un falegname del Salario. Con la sua ultima opera Cedrola continua la sua avvincente esplorazione, cominciata coi due romanzi precedenti e supportata da accurate basi documentaristiche, all’interno dei più eclatanti casi di cronaca nera che hanno sconvolto l’Italia a partire dal dopoguerra, in cerca di “un altro lato della verità”.

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L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, DI M. LOLLINI E D. CARPANO: IL TRIBUTO DI SANGUE PAGATO AL NAZIFASCISMO DALLE POPOLAZIONI DELLA LINEA GOTICA

L’APPENNINO FERITO. VITE, VOLTI E STORIE, scritto da Margherita Lollini con una prosa dalla genuina grazia intrisa di poesia, e illustrato dagli struggenti acquarelli di Daniela Carpano, è il secondo volume della collana edita da Fernandel Quaderni dell’appennino. Si tratta di una raccolta di 9 racconti che ricostruiscono altrettante piccole/grandi storie tra tutte quelle di cui è intessuta la Storia, nello specifico quella che nel secolo scorso ha interessato la dorsale dell’Appennino che solca l’Italia da Massa a Rimini, nota come Linea Gotica, teatro di atrocità e sanguinosi scontri tra nazifascisti, forze alleate e partigiani.

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L’ANNO NUOVO DI JULI ZEH: UNA TRASCINANTE PARABOLA SULLA CRISI DELL’UOMO MODERNO

L’anno nuovo, tradotto da Madeira Giacci e pubblicato in Italia da Fazi, è l’ultimo romanzo della quarantaquattrenne tedesca Juli Zeh, giurista che ha già al suo attivo  una decina di romanzi tradotti in 35 lingue. La pluripremiata autrice (di recente ha vinto uno dei più prestigiosi premi tedeschi, l’Heinrich-Böll, con questa motivazione: «Juli Zeh rientra a pieno titolo tra i migliori autori tedeschi contemporanei. Nei suoi scritti ci si muove tra letteratura e politica, tra poesia e realtà.»), ha esordito a 31 anni con un’opera divenuta un caso letterario, Aquile e angeli, dopodiché ha continuato a godere di un vastissimo consenso di critica e pubblico.

Con L’anno nuovo la Zeh mostra ancora una volta la sua predilezione per le storie psicologiche ad alta tensione, i cui protagonisti faticano ad adeguarsi ai cambiamenti e sono in apparenza tesi all’autodistruzione, ma sanno autorigenerarsi attraverso un doloroso processo di trasformazione.

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LONTANO DA CASA: IL CORAGGIO DELLA LIBERTA’ DELLA DISSIDENTE TURCA PINAR SELEK

Lontano da casa, edito da Fandango libri, traduzione di Manuela Maddamma e Viviana Tomassetti, racconta il percorso umano della sociologa femminista e antimilitarista, nonché infaticabile attivista per i  diritti delle minoranze, Pınar Selek, una delle figure più rappresentative della Turchia.

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LIBRI PER LE VACANZE

Qualche consiglio per libri da leggere in riva al mare, o tra un sentiero di montagna e l’altro, o la sera prima di addormentarsi, dopo belle quanto sfiancanti visite in qualche città d’arte, ecc ecce cc.

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LA DONNA CHE VEDI: L’ULTIMO, INTENSO ROMANZO DI GIOVANNI PANNACCI

La donna che vedi, edizioni Fernandel, è l’ultimo romanzo di Giovanni Pannacci. Trascinante parabola sugli ostacoli che è spesso necessario superare per arrivare a essere davvero noi stessi, anche davanti agli altri, La donna che vedi è un’opera sospesa tra thriller mistery, romanzo psicologico e di formazione. L’ enigmatica protagonista – l’affascinante dott.ssa Myriam Labate, i cui più oscuri segreti vengono alla luce solo alla fine del romanzo – è al centro di una storia nella quale s’intrecciano personalità multiple e insospettabili identità, il cui progressivo disvelamento alimenta un crescendo di tensione che tiene chi legge incollato alle pagine.

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MEMORIE DI UNA DONNA MEDICO : L’EMOZIONANTE AUTOBIOGRAFIA DI NAWAL AL-SA‘DAWI, LA PASIONARIA DEL FEMMINISMO ARABO

Memorie di una donna medico, Fandango libri editore, traduttore Stefania Dell’Anna, è un bellissimo romanzo autobiografico scritto dall’egiziana Nawal al-Sa‘dawi, che racconta i tratti salienti della propria vita, dall’infanzia sino alla giovinezza. Autrice di racconti, romanzi e lavori teatrali, ma anche psichiatra e celebre “pasionaria” della lotta per l’emancipazione delle donne, Nawal al-Sa‘dawi è una figura centrale per la letteratura egiziana e per il femminismo, inteso nella sua più ampia accezione “intersezionale“. Non a caso Nawal al-Sa‘dawi, insignita di molti premi prestigiosi e svariate lauree honoris causa, oltre ad avere fondato e presiedere l’Arab Women’s Solidarity Association, ha  cofondato l’Arab Association for Human Rights.
Pubblicato nel 1958 e tradotto in America alla fine degli anni Ottanta, Memorie di una donna medico costituisce una pietra miliare del femminismo arabo.

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